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La prima grippata non si scorda mai

de La redazione

“Boys don’t cry”, dice una canzone del 1979, una di quelle da piazzare in tutti i film di adolescenti per generazioni e generazioni. Ma i ragazzi piangono ed in quel momento tu stai piangendo, col casco in testa, sperando che quando dovrai togliertelo gli occhi si saranno sgonfiati e nessuno si accorgerà che hai 16 anni e non sei un “duro”.

– Vi sta scendendo la lacrimuccia eh? –

Stai lì, piegato in avanti, coi gomiti sul serbatoio, la botta di adrenalina è passata ed adesso, contento di esser vivo e di esserti ricordato di “tirare la frizione”, pensi a tuo padre che ti griderà contro che correvi troppo, che sei un delinquente e che i soldi per rimettere a posto il motore non te li dà, con tua madre che non capisce ma si dispera perché suo figlio è un disgraziato alla Easy Rider, che non c’entra niente con la faccenda, se non che ci sono le due ruote di mezzo, ma quel film le ha messo in testa che un figlio motociclista è un figlio perso.

– Due adolescenti Italiani che vanno a comprarsi la droga –

Ma quel diavolo che ti sta facendo piangere, ti ha fatto anche ridere e sorridere, tanto. Anno dopo anno, generazione dopo generazione, a cavallo tra gli ’80 ed i ’90, l’Aprilia partecipava all’epica sfida delle 125, uscendone sostanzialmente vincitrice ex aequo con una rivale che, forte di una linea pazzesca dal ’95 in poi (anno in cui viene “congelata” diventando una 916 in miniatura), le contende le memorie bagnate (d’olio motore) di quelli che erano i ragazzi anni ’90… ma non quelli con l’SR o l’NRG, ma quelle teste calde che utilizzavano lo strumento di Dio e del Demonio: il cambio.

Quella che forse ha rappresentato il passaggio dalle moto anni ’80, grossi scatoloni assai poco eleganti e pesanti più nella linea che nella dinamica, è stata la RS 125 EXTREMA  del ’92, la prima che si fregiò del nome RS, Reis Replica, perché in TV, quei ragazzini con la tua stessa età che giravano il mondo nel Motomondiale, ce l’avevano (quasi) uguale alla tua.

– Perché in quegli anni ci piaceva così tanto il viola? –

Ed al di là delle caratteristiche tecniche, del motore e dello scarico, praticamente mai originali, quella era una piccola belva data in mano a chi aveva avuto giusto l’esperienza dello scooter e addirittura si doveva trovare a fare l’esame di guida, sbattendo la testa su incroci assurdi che non esistono al mondo e soprattutto riuscire a fare il maledetto “8”, con una moto che aveva lo sterzo per bellezza ed un’erogazione assolutamente inadatta per fare gli 8-13 all’ora necessari per non cadere da fermi durante l’esame.

Anche perché, il motore rotax 123 che erogava la cifra atomica di 34 cv, doveva essere castrato per legge a 11 miseri kw (addirittura cambiando l’unità di misura in una senz’anima). Ma siamo matti? Per smuovere 121 kg ci vuole ben di più e tutti, andando a “stappare” l’ ErreEsse non potevano non cedere alle lusinghe firmate Dell’Orto, Jolly Moto o, nei casi più extremi, a pezzi provenienti dal campionato italiano SP o da mio cugggino che conosce un meccanico del motomondiale che gli ha dato questa marmitta con il silenziatore in fibra di carbonio, che ti fa fare i “duecento”… limite tra l’uomo vero ed il figlio di papà con una moto che non si merita.

– Saremmo curiosi di rivedere il “Team Danti” come se la passa oggi –

Potremmo parlare dei dati tecnici, dei diametri, della coppia ma chissenefrega. Quando al TG facevano il servizi sul Motorshow tu zittivi tutti, beccandoti una scoppola da tuo padre perché “non ti devi permettere”, allora ti avvicinavi alla tv a vedere quelle creature celestiali… sotto altre creature celestiali, le classiche scosciate che nella vita reale non esistono. Ma una delle due, forse, facendo lavori assurdi, col solo scopo di far pena ai tuoi e far vedere “che ti impegni”, la potevi avere. E chissenefrega se ha il monobraccio o il bibraccio, se pesa 121 o 125 kg: a me basta comprare qualche dannato giornale che costa quanto un pieno per vedere quanto fa di velocità di punta e quanti cavalli ha, le due sole cifre che contano. Per la testa (e per vantarsi) ci sono le cifre, per gli occhi quei colori bellissimi, stupendi, gli stessi che ottieni attorno all’occhio dopo un pugno: nero, bianco, rosso e viola; roba che se oggi provi a vestirti così lo zio è convinto di essere tornato ai tempi della guerra del Golfo.

Insomma, bei tempi quelli per essere giovani, sapere cosa significasse grippare, saper fare la miscela e aggrapparsi su quel telaio in alluminio quando pioveva e faceva freddo, con un filo di gas per il terrore di fare un high-side, proprio come quei matti alla TV, tempi in cui Rossi e Biaggi erano ancora ragazzi che correvano l’europeo e Capirossi correva con una indegnissima moto del Sol Levante.

– Fumate! –

Regaz, un momento: mantenere in piedi la baracca di rollingsteel.it costa quasi quanto mantenere in funzione un 125cc da oltre 40 cv, se volete aiutarci potete cliccare il pulsantone in carbon-kevlar qui sotto!

Testo di Werner Quevedo, chiaramente bisognoso di una dose di Castrol TTS

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3 commenti

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NocivaRacing 5 Maggio 2021 - 13:17

La prima grippata non si scorda mai.
Ma neanche la seconda quando sbielli, la terza quando demolisci il banco ed i carter…e così via passando per quando pieghi le valvole al tuo primo motore automobilistico, il primo turbo esploso a pressioni da F1 anni ottanta…. E così via

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Gabriel 5 Maggio 2021 - 13:54

A me è successo proprio con una RS 125 replica Valentino Rossi (1998).
Un po’ perchè me la sono fatta nelle mutande ed un po’ per l’inseperienza, ho tirato la frizione ma scalando le marce…
Ho tritato tutto, forse anche perchè la velocità segnata era 165 km/h

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Mariano 5 Maggio 2021 - 19:35

Io non ho mai grippato ma ho spaccato l’albero motore della mia RS50 futura a 5 rapporti e si lo so che vi sembrerà una storiella inventata ma 3 anni dopo con la mia RS125 terza serie (non mio cugino) il mio migliore amico mi fece conoscere un meccanico che correva nel campionato 125 e alla modica cifra di un estate di lavoro equiparati a 1500 euro riuscii a mettere mani sul kit per le gare che comprendeva: marmitta con terminale in kevlar da corsa (completa con terminale la tenevi su con 2 dita mai visto una cosa più leggera), testata modificata e relativo pistone monofascia, modifica alla valvola, carburatore 32 pacco lamellare li avevo di già e nel misto parecchi 600 non ti stavano dietro. Ah bei tempi per paura di grippare ogni 3 pieni andava via un litro di olio…

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