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Toyota Cressida manicomio 2jz

by Il direttore

Una volta mi è successa una cosa strana. Ero in un posto in pieno mood freedrink (ovvero ero ubriaco come un gatto) ed ero riuscito ad accalappiare una allegra (carina? boh) fisioterapista. Il giorno prima ero cascato in bici in velodromo e mi ero lussato una spalla, mi era parso quantomeno un buon segnale il percorso di studi di questa morettina.

Ci stavo credendo di brutto finchè, ahimè, non mi scappò da andare al cesso, in fondo tutti quei mojito prima o poi dovevano uscire. Le dico “vado al bagno e torno”. Peccato che, ricordate il fredrink?, al bagno degli uomini c’era una fila che sarei stato ancora là. Ma cosa me ne frega a me, eravamo in mezzo ad un bosco, vado dietro un albero e apro i rubinetti.
Torno in mezzo alla gente e vedo la mia amata lì, con il suo bicchiere in mano, un po’ spaesata mentre si guarda attorno cercandomi, aspettando il suo povero ometto con il male alla spalla.

Vorrei ricordarla così:

“ma come fai ad essere già qua con quella fila chilometrica?”

“beh ovvio, ho pisciato dietro un albero!”

silenzio, ghiaccio.

“ma quindi non ti sei lavato le mani?!?1!! che zchifo!!1!” e se ne va. Per sempre.

Non l’ho mai più vista, so che ha un figlio e si è sposata (quindi, in teoria, un pisello l’avrà ben toccato). E comunque mi ero fatto una doccia due ore prima. E non è mia abitudine sciacquarmi le mani nella mia pipì. Boh, chissà che uomini strani ha conosciuto questa qui.

Comunque

Comunque, tutto questo per dire che esistono un sacco di persone strane al mondo. Prendete il proprietario di questa macchina.

Macchina, quale macchina?

Questa:

Ve la faccio vedere meglio

Ecco, il proprietario di questo ferraccio, che per comodità e per privacy chiameremo Deborah con l’acca finale, è un pazzo fulminato. Deborah è più appassionato di auto di me te e tutti voi messi assieme. Oddio, la fuori di gente fuori per i motori ce n’è, diciamo che Deborah è molto molto molto appassionato, gli piacciono proprio, le auto.

Deborah lo avevo già conosciuto tempo fa in occasione di altre fotografie ad altre auto. Quel giorno, mentre ero impegnato con questa e questa e questa, lui si era messo a girare in tondo con talmente tanta insistenza e costanza che per fermarlo gli abbiamo dovuto sparare alle gomme. E continuò a girare sui cerchioni.

È passato un po’ di tempo da quella giornata di sgommate e a quanto pare la nostra spogliarellista di bassa lega non ha assolutamente messo la testa a posto. Ha venduto la sua BMW 325i per comprare, come unica e sola auto in suo possesso, come daily car, ovvero macchina da usare quotidianamente per il tragitto casa – lavoro – spesa – messa – figli a scuola – gnocca, una Toyota Cressida del 1978. E fin qui, direte voi, niente di strano. Alla fine è una comune auto d’epoca, un po’ da ritoccare è vero, ma comunque in buono stato. Il problema, la follia, la cosa da TSO coatto, è il fatto che sotto a questa Toyota azzurra pulsa no borbotta no scalpita no esplode no vuole rovinarti e poi ucciderti la meccanica di una Toyota Supra (turbo a parte).

Sì cazzo, sotto al cofano di questa Toyota c’è un 2JZ (in versione aspirata GE) da 3 litri di cilindrata, sei cilindri in linea (aspirato, non turbo) capace di rendere l’intera macchina, dello schifoso peso di appena 1100 kg, piuttosto nervosetta. Un cambio getrag a 6 marce ed un differenziale da drift Kaaz a due vie la rendono bisognosa di piloti con il pelo anche sulla punta del pisello. È un auto veramente violenta, se non avete il manico per guidarla, dovete farvelo venire.

Nata sul finire degli anni ’70 come normale berlina per normali famiglie, questa Toyota Cressida (versione da esportazione della Toyota Mark II) ha purtroppo per fortuna incontrato sulla sua strada qualcuno che ha preso un po’ troppo sul serio la attuale cosa JDM di swappare qualunque cosa dentro qualunque cosa, specialmente 2JZ dentro qualunque macchina lo possa alloggiare. In primis perché è un ottimo motore, semplice ed affidabile tanto quanto capace di raggiungere potenze da brividi lungo la schiena, poi anche perché diciamolo, è una figata assoluta, poco altro da dire. Quindi, al grido di “fanuclo la EuroN Cap”, qualcuno ha trapiantato sotto a questi 1000kg di sottili lamiere uno dei motori più tosti ed aggressivi che ci siano in giro. Il canto di questo 6 cilindri in linea, grosso basso e profondo, è degno del cazzo di disco d’oro e di 30 milioni di ascolti su spotify.

Per capirci, questo 6 in linea fa così (perdonate quello che ha messo i due 747, prima o poi scoprirò il suo nome):

I rapporti corti, l’esuberanza del motore ed il ridicolo peso dell’intero corpo vettura rendono la guida di questa follia un vero spasso. La macchina a canna fa i non lo so, ma in quinta accelera come la vostra macchina neanche in prima ed al limitatore prima di buttare dentro la sesta fa i 180. Dare tutto gas in una marcia bassa lascerà due grossissime virgole nere in terra e, con questa meccanica raffinatissima, le inversioni ad U non saranno mai più un problema, basta mettere la primae dare tutto gas con lo sterzo girato.

Altra cosa curiosa di questa daily car è il fatto è che è praticamente impossibile pensare di passarci dentro più di venti-trenta minuti filati pena il doversi fermare nel primo ufficio amplifon della zona. Il rumore dello scarico (o della sua assenza) e del differenziale a bordo è folle, non riuscivo nemmeno a sentire i miei pensieri, pensate le parole di Deborah a meno di mezzo metro da me. Ma alla fine non ce ne frega un beato niente di tutto quello che è l’utilizzo quotidiano di questo ferro, quello è un problema di D. A noi importa solo sapere che esiste gente così folle da pensare e fare certe robe, che mi regala momenti altissimi di tecnica motoristica e momenti altissima di pazzia umana.

Guardate i dettagli, è tutto meravigliosamente fuori di testa, sembra uscita da un need for speed dove puoi piazzare quello che vuoi sulla macchina per renderla il più bella e senza senso possibile. E poi questa ha una linea assurda, sembra una grossa berlina americana, ma in realtà è mille volte meglio di qualunque cagata partorita di là dall’oceano. Forse perché è modificata, ma questa frena per davvero, drifta per davvero, va forte per davvero e all’interno è comoda per davvero. Quei sediloni molleggiati sono comodi come la poltrona della nonna, dio solo sa cosa è successo su quei sedili negli ultimi anni. E poi, dettaglio pregiatissimo, il contagiri che in realtà non è un contagiri ma un manometro che indica il volume d’aria in ingresso, da lì a tradurlo in numero di giri non so come si faccia.

Insomma, non so se condividere o meno l’idea di Deborah di utilizzare questa “cosa” come macchina di tutti i giorni, specialmente per i consumi e per la scarsa affidabilità (per non parlare delle occhiatine da parte della polizia) ma sinceramente me ne frego, non siamo qui per giudicare ma solo per godere e, a proposito di godere, al prossimo JCM vi consiglio di venire con i fazzoletti.

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