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Porsche 924 Carrera GTR, non la solita voglia di Porsche

de Il direttore

Ho sempre fatto una certa fatica a prendere sul serio le Porsche della serie 924/944: sarà che quando ero bimbo le vedevo sui giornali tipo AutSuperMarket a 5-6 milioni di lire, sarà che le portiere hanno le maniglie della mia prima macchina (una Polo seconda serie coupé), sarà che anche dopo aver provato una Porsche 944 ne sono sceso sì sorridente ma non troppo, queste auto, per me, non hanno mai avuto un gran fascino.

Però la storia insegna che non bisogna mai prendere sottogamba l’ignoranza degli ingegneri Porsche, da sempre capaci di tirare fuori dal cappello ferri assurdi capaci di provocare pruriti adolescenziali, auto spesso cattive, inutili, spudoratamente racing, che solo a guardarle ti senti l’odore di benzina addosso e l’unto nelle mani e il caldo che c’è in pista nei mesi estivi, auto come questa esagerata Porsche 924 Carrera GTR, la più estrema e feroce delle 924 e, probabilmente, la più desiderabile di tutte (se non altro per i cerchioni e la marmitta laterale).

Spinta da un quattro cilindri in linea da 2 litri turbo capace di ben 375 cv (non male per un 2 litri, sopratutto all’epoca), la 924 Carrera GTR venne sviluppata appositamente per le corse (in particolare per partecipare ad una serie di gare di durata fra cui la famosa 24 ore di Le Mans) partendo dalla 924 stradale, un’auto nata quasi per caso e per colpa di Volkswagen. La storia ve l’abbiamo già raccontata nell’articolo dedicato alla 944 (link sopra, o nel dubbio, qui) ma, date le tinte e le trame degne di “occhi del cuore” questa storia merita di venir brevemente ri-riassunta.

A metà degli anni ’60 infatti la VW era presa male perché non sapeva con cosa sostituire la sua Karmann-Ghia mentre Porsche era in cerca di idee per sostituire la entry level della sua gamma, la 912. Visto che le due case si volevano bene, si unirono in una joint venture che diede vita alla bellissima Porsche 914.

A guardare la 914 non ci stupiamo del fatto che fu un flop, con appena 80 cv nella sua versione base, questa macchina era troppo costosa per essere una macchina (Wagen) del popolo (Volks) e troppo lenta per essere una Porsche. La Volkswagen perse interesse nel progetto, la joint venture saltò per aria e con circa 120mila esemplari prodotti la 914 andò in pensione nel 1975 senza che nessuno si strappasse i capelli, mi spiace, brutta era, brutta rimane.

Dopo il flop della 914, la storia d’amore tra Volkswagen e Porsche poteva tranquillamente finire, ognuno a casa sua e amici come prima. Invece no, come ogni storia d’amore che si rispetti, la separazione tra questi due colossi dell’automobilismo mondiale ebbe qualche strascico di troppo.

La VW aveva infatti già da qualche anno voglia di una bella coupè sportiva da mettere al top della gamma e chiese aiuto a Porsche. A quest’ultima toccò lo sviluppo e il disegno di questa nuova auto, il cui unico limite era che doveva utilizzare il quattro cilindri da 2 litri della Audi 100 e del furgoncino LT. Tuttavia la crescente crisi petrolifera e l’inaspettato successo della Golf GTI fecero sì che VW perse interesse nel progetto paccando la Porsche per la seconda volta di fila. Dall’altra parte Porsche aveva due belle gatte da pelare: trovare una entry level da piazzare al posto della orrenda 914 e, peggio, progettare una gamma di modelli completamente nuova con cui sostituire la 911 (quel compito sarebbe dovuto toccare alla 928) che all’epoca stava incontrando diversi problemi, uno su tutti la sua incompatibilità con gli standard ammeregani sulle emissioni sonore (che lo sanno tutti che una 911 smarmittata fa più rumore di un M16)

La Porsche quindi colse la palla al balzo e ricomprò da quei paccari della VW il progetto della coupè sportiva che stava progettando, per tenere bassi i costi si accordò con la VW per farla assemblare negli ex stabilimenti della NSU da manovalanza Volkswagen ma sotto la supervisione di tecnici e addetti alla qualità Porsche. Questo fu il risultato di tale accordo:

La prima Porsche a motore anteriore raffreddato a liquido, la 924 che oggi deridiamo, fu invece un successo di vendite incredibile al punto che generò così tanti guadagni che permise a Porsche di investire nel salvataggio della 911. Lo dico: senza la 924 non avremmo la 911, forse non avremmo più la Porsche. Lo dico #2: senza la 924 probabilmente la Mazda RX-7 seconda serie avrebbe avuto un’altra forma, d0altronde è risaputo che, se gli ingegneri Mazda hanno preso spunto dalla Lotus Elan per la prima RX-7, per la seconda si sono invece ispirati alla sportiva tedesca (924 e 944).

Con le versioni base relativamente tranquille, la Porsche 924 vide entrare nella sua gamma anche alcuni modelli giusti, tra cui la 924 Turbo, la 924 Carrera GT e, infine, quella che vedete qui, la topdigamma 924 Carrera GTR, non solo la più estrema e desiderabile delle 924 ma anche la vettura che fece da base stilistica per la 944.

Le differenze fra la 924 normale e questa 924 Carrera GTR sono profondissime, d’altronde quella che vedete è una vera macchina da corsa: l’abitacolo è invaso da un roll-bar completo, alcuni pannelli della carrozzeria sono in alluminio mentre altri sono in uretano leggero o fibra di vetro. Le strepitose ruote a ventola da 16″ firmate BBS nascondono un impianto frenante derivato dalla 935, l’aria compressa dal turbo è mantenuta fresca da un intercooler più grande mentre il cambio è un 5 marce di tipo dog-leg (con la prima indietro). Il differenziale posteriore è a scorrimento limitato, le sospensioni sono completamente regolabili con molle in titanio e ammortizzatori Bilstein anteriori e posteriori. Anche i dettagli del motore sono squisitamente racing, come la lubrificazione a carter secco e, infine, la sua capacità di spingere questa bella macchina fino a quasi 290 km/h, non male.

Dopo aver debuttato in pista – con successo, ovvio – nel 1980 con tre vetture ufficiali, nel 1981 solo una GTR ufficiale venne portata in pista, affiancata da due 924 GTP con motore portato a 2,5 litri. A queste vennero affiancate 17 Carrera GTR destinate a clienti privati e spinte da motori un po’ meno potenti rispetto a quelli delle vetture ufficiali e dotate di un secondo sedile per un eventuale passeggero. Bene, quella che vedete nelle foto e che andrà in vendita il prossimo 22 Maggio 2021, è una di queste 17 quindi, vi aiuto con i conti, quella che vedete è una macchina molto rara.

Acquistata all’epoca da un uomo d’affari giapponese, la macchina non ha praticamente mai mosso le ruote, si parla solo di un paio di sue apparizioni a Suzuka o al Fuji Speedway, per il resto l’auto pare essere stata mossa negli ultimi anni solo per andare in officina per la manutenzione annuale. Lo scarso utilizzo fa si che questa GTR sia completamente originale (a parte un tubo del carburante che è stato sostituito), motivo per il quale il suo prezzo è stimato attorno ai 375.000 – 400.000 dollari, non male per quella che, in fin dei conti, è una Porsche 924.

L’auto al momento è in Florida, potete fare la vostra offerta qui, vi aspettiamo al prossimo trackday.

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