Home Auto Come usare una BMW per emergere dalla massa

Come usare una BMW per emergere dalla massa

by Il direttore

Vi piacciono le auto moderne? O siete piuttosto degli inguaribili nostalgici delle auto dure e pure che hanno fatto sognare le generazioni precedenti? Auto senza fronzoli, attente alle emozioni di chi le guida e di chi le guarda. Auto progettate per trasmettere potenza ed aggressività attraverso ogni curva delle lamiere, possibilmente di alluminio.

Che il mondo dell’auto intesa come strumento emozionale sia in caduta libera è evidente, anche le hypercar sono state schiacciate dalle sempre più stringenti norme anti inquinamento e sono diventate ibride. Viene molto più naturale immaginarsi una LaFerrari nelle mani di un rappuso americano davanti ad un localino alla moda piuttosto che in pista a bruciare le gomme e spaccar culi.

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In una situazione come questa, proviamo a pensare, perché la gente letteralmente muore dietro a ferri come la Ferrari F40 o la Delta Integrale? L’F40, sebbene sia meno potente della nuova Peugeot 308 GTI-R riesce a trasmettere pericolosità e fame di carne umana anche da ferma. Sembra guardarti negli occhi e dire “dio perdona, io no, arrangiati”. Poi chi se ne frega se è meno potente di una moderna macchina da città, quel che conta è come questa potenza viene letteralmente buttata fuori. I 120CV di una Punto gittì, complice un telaio decisamente sottodimensionato, sono – o almeno sembrano, ed è quel che conta quando siete dietro al volante – molto ma molti di più.

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Immaginate allora di buttare nel camino l’intero listino di “al volante”, tirare fuori un pezzettino di carta e una matita e di disegnare, di vostro pugno, la macchina dei vostri sogni, col motore dei vostri sogni. Immaginate di potervelo permettere, cosa fareste? Di che colore, con quale materiale?

Potreste farvi una Peugeot 206:

Oppure potreste essere orientati su qualcosa di più classico e affascinante. Potreste correre con la mente ai lontani anni ’50, alle auto fuoriserie, agli anni in cui esperti battilastra tiravano fuori dall’alluminio il prigioniero che esso nascondeva, un po’ come faceva Michelangelo con il marmo.

Non la tartaruga ninja, dai.

Abbiamo conosciuto un’uomo che tutto questo l’ha fatto. Se l’è pensata, se l’è disegnata e, grazie ad un po’ di $$$, oggi ce l’ha in garage. Oggi parliamo di una macchina nata da un disegno su un tovagliolo al ristorante e che ora circola liberamente su strada:

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Chiamata SP B32 e costruita su base Z3 M Coupè, questa macchina è un pezzo unico al mondo ed è stata costruita per soddisfare le voglie di un appassionato che ha deciso – e ci sta – di non accontentarsi più di quel che gli veniva proposto dal marketing e le regole moderne.

Ispirata alla classica Lancia Aurelia B20, questo ferro qua vuole essere quello che la Lancia moderna non è mai stata. Senza stare a tirar fuori le solite Delta che non se ne può più, la special che vi presentiamo oggi vuole andare a ripercorrere i fasti di quello che è uno dei marchi di auto più antichi di Italia e che è da sempre stato sinonimo di classe, lusso e stile. Classe, lusso e stile che sono letteralmente andati a donnacce negli ultimi anni di scellerato controllo da parte del gruppo FCA.

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Ecco quindi che il proprietario di questa macchina (un noto collezionista ed industriale bolognese n.d.r.), durante una cena con amici appassionati delle classiche italiane, ha letteralmente disegnato su un foglietto quella che sarebbe poi diventata la macchina che vedete in queste foto. Sicuramente i più attenti di voi riconosceranno in lei molti dettagli derivati dal mondo delle auto di serie, i fanali posteriori ad esempio provengono da una Lancia Thesis mentre gli anteriori da una Mini Cooper (oh, un po’ come su quel gran ferro della Morgan Aero 8), ma a parte questi tutto il resto è completamente nuovo, completamente inedito.

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Come anticipato, la base di partenza di questa SP B32 è una delle auto più ignoranti mai costruite da BMW, una di quelle che muore dalla voglia di uccidervi e che non vede l’ora di mettere le ruote di dietro davanti a quelle davanti. Si narra di Z3 M con il doppio dei km sulle gomme posteriore rispetto quelle anteriori. Dalla coupè tedesca l’unica cosa rimasta originale (telaio a parte) sono le portiere ed il parabrezza. Tutto il resto è stato costruito ex novo e ricavato da leggerissime lamiere di alluminio da un artigiano utilizzando i vecchi cari metodi: occhio, mano e martello (e qualche canchero che non ci sta mai male).

La meccanica della follia bavarese è rimasta invariata: abbiamo quindi un bel 6 cilindri in linea, aspirato, tremila e due di cilindrata per un totale di 321 CV, unito all’originale cambio a sei rapporti. Il resto della carrozzeria invece è stato realizzato ispirandosi, nel design, alla Lancia Aurelia B20 all’anteriore ed alla Cisitalia 202 Savonuzzi al posteriore, il risultato può non piacere ma è indubbio che richiama all’istante le classiche italiane di tanti anni fa creando una vera auto classica dal cuore moderno, votata alla classe ed al divertimento…senza il rischio di rimanere a piedi ogni tre per due come spesso accade con auto, diciamolo, vecchie.

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Vi piace? Non vi piace?

A me personalmente non fa impazzire, in parte perché non sono un amante della Lancia Aurelia, e non riesco a farmi piacere il tettuccio che va su in salita verso il posteriore per poi fare un angolo e picchiare verso il basso, lo trovo poco armonico, credo che anche sul taglio del montante “c” si sarebbe potuto creare qualcosa di più tondeggiante e sinuoso ma sono sicuro che chi ha fatto sto lavoro sapesse cosa stava facendo quindi direi proprio che va bene così. Intanto, mentre noi siamo qui a parlare, a fare i leoni da tastiera, lui l’ha fatto per davvero e probabilmente è la fuori a lottare con il sovrasterzo, beato lui!

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Quindi, in garage vi avanza un Z3 che non usate? Avete due spicci che vi avanzano? Smettete di sognare e fate un regalo a voi ed al mondo, create anche voi qualcosa di bello e diverso. Anzi, ancora meglio, avete mai disegnato o ideato la macchina dei vostri sogni? Proponetecela, parliamone!

E questi li hai letti?

8 comments

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Giovanni 19 Dicembre 2016 - 16:47

Che ne dite di una E30 con il V10 della M5 E60? Non so come inserire una foto nel commento 🙁

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RollingSteel
RollingSteel 19 Dicembre 2016 - 16:59

Mandaci qualche foto a info@rollingsteel.it!

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Giovanni 19 Dicembre 2016 - 16:49

Comunque su quella F40 che drifta c’è Chris Harris …

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Matteo 20 Dicembre 2016 - 0:55

Se non fosse per alcuni dettagli, avrei pensato fosse liberamente ispirata alle Wiesmann anziché all’Aurelia!

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Matteo 20 Dicembre 2016 - 1:05

…o addirittura a Fioravanti.

In ogni caso, saranno gusti, ma sinceramente non mi fa impazzire. Linea troppo pesante e troppi riferimenti classici. Anche gli interni comunque mi lasciano perplesso.. molto bella e curate la zona sterzo e la colonna centrale dei comandi, che però stona abbastanza con il resto della plancia, nera, originale della Z3.

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Matteo 20 Dicembre 2016 - 1:10

Scusami, Faralli & Mazzanti, non Fioravanti -_-

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Luigi 21 Marzo 2017 - 12:41

IL SOGNO PROIBITO è rifare una Citroen DS! Di quelle seconda edizione, coi fari carenati inglobati.
Ma rifarla con tutti i crismi. Se il motore è già a iniezione, tirare a lucido quello. Sennò metterci un bel motorino nuovo, niente di esagerato, magari un 110cv dell’attuale parco motori PSA. Mantenere il sistema di sospensioni pneumatiche regolabili ma metterci 4 freni a disco, esp, abs, Condizionatore d’aria, cinture di sicurezza con pretensionatori, un impianto stereo da fare invidia a un BMW Serie 7, Rinforzare le portiere magari saldandoci delle barre anti intrusione e irrigidire il telaio, completamente riverniciato con robe incorruttibili infrangibili incredibili iper resistenti. Il tutto SENZA ALTERARE di un capello l’estetica, la plancia, gli interni (un po’ difficile ipotizzare un airbag, ma attrezzarsi in modo che non ce ne sia molto bisogno (e quindi avere abbastanza elettronica di bordo da non schiantarsi).

E poi usarla tutti i giorni. Ah. Divento onanista al sol pensiero.

Tornando invece al progetto protagonista di questo post… Il frontale, visto frontale (lol) è poesia delle forme… idem il posteriore visto posteriormente. In effetti il profilo è un po’ una mazzata, specie la linea dei cristalli che fa a pugni da morire con la sinuosità dei lamierati delle fiancate. Però sono perfettamente d’accordo… CHAPEU!

Colpo al cuore la citazione della 206… Prendetemi per scemo di guerra in tempo di pace… ma è la mia malattia. Ne ho avute 3 (di cui schiantate una….), ho modellini e poster in “cameretta”. Sono davvero messo così male se penso che ha riscritto l’estetica delle auto degli anni ‘2000? Impallinatemiiii!

PS: hai mai fatto post sulle 206? Mi accontento anche sulle Peugeot in genere 🙂

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RollingSteel
RollingSteel 21 Marzo 2017 - 13:18

Grande Luigi, grazie per il tuo contributo!

Mi chiedi se abbiamo parlato di Peugeot? Va a dare un’occhiata qua -> https://rollingsteel.it/auto/brutta-tosta-peugeot-309/

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